Dall’Italia all’Inghilterra

Quando parliamo di turismo in Italia dovremmo ormai fare una differenza che è diventata discriminante. Se si guarda all’immenso patrimonio artistico del nostro Paese, allora le cose vanno ancora bene, nonostante i prezzi di permanenza assolutamente ingiustificati nelle città d’arte. Per questo siamo ancora al quarto posto al mondo per afflussi turistici, pur avendo subito il sorpasso della Spagna. Ma se si guarda agli altri motivi per cui si dovrebbe continuare a scegliere il Belpaese, davvero non si riesce più a coglierli, visto che esistono destinazioni ancora integre da un punto di vista naturalistico, più a buon mercato e comunque vicine, visto che per raggiungere l’Elba o Sharm, da Milano, ci vuole ormai lo stesso tempo.

Il patrimonio costiero è ormai in clamoroso disarmo e viene assalito da più fronti. Erosione costiera, dissesti, incendi, deforestazione, distruzione delle dune e, soprattutto, costruzioni (abusive e non) che intaccano in profondità i confini del mare italiano. La nostra linea di costa è ormai costruita o comunque intaccata per oltre il 70% del suo sviluppo e tutto porta a prevedere che l’aggressione continuerà. Le amministrazioni locali non vedono altro che l’incremento dei flussi turistici e sono pronte a  svendere le spiagge a chi offre di più con la scusa della valorizzazione del territorio. Così ci riempiamo di alberghi, pensioni e seconde e terze case direttamente sul mare, che però vengono effettivamente utilizzati solo al 40%. La pressione dei comuni è tale che anche province e regioni cedono al cemento, anche se amministrate dal centro sinistra, in teoria meno propenso alle speculazioni.

Solo una regione italiana si è posta in una prospettiva nuova, non solo per le spiagge, ma anche per la conservazione dell’ambiente. Il paesaggio rurale della Sardegna è oggi protetto dalle costruzioni inutili e speculative, così come è protetto quello del suo unico mare attraverso la legge 8/2004 che impedisce di costruire a meno di 2000 metri dal mare, come si dovrebbe in ogni Paese civile. Inoltre la Regione ha acquistato direttamente l’isola di Budelli e ne garantisce la proprietà pubblica. Mentre i quotidiani inglesi appellano Renato Soru come “salvatore delle coste della Sardegna”, dalle nostre parti il governatore viene criticato per la cosiddetta tassa sul lusso. Ma una parte di quella tassa ambientale viene utilizzata per fini naturalistici e un’altra in solidarietà sociale con i centri dell’interno. Chi possiede una seconda casa e non è residente o chi ha un megayacht da oltre 14 metri ha finora corrisposto una piccola cifra per  le sue tasche, ma un grande contributo per la salvaguardia ambientale dell’isola. E la metà di quegli introiti è stata corrisposta spontaneamente. Stiamo aspettando che i governatori di Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Lucania, Calabria, Sicilia, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto e Friuli facciano lo stesso.


Mario Tozzi

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