Golfo di Aden: continuano gli arrivi via mare di Somali ed Etiopi

Il numero di imbarcazioni di trafficanti che raggiungono le coste dello Yemen dopo aver attraversato il Golfo di Aden sembra essere cresciuto nel corso della prima metà di ottobre, così come il terribile prezzo in termini di vite umane. Nei primi 13 giorni di ottobre è stato registrato l’arrivo di 38 imbarcazioni di trafficanti – una media di tre al giorno – con a bordo circa 3.800 persone. Si ha notizia di 38 morti e di 134 dispersi. A settembre, erano arrivate 59 imbarcazioni per un totale di 5.808 persone, mentre i morti accertati erano stati 99 morti ed i dispersi 141.

I nuovi arrivati – sia somali che etiopi – continuano a raccontare all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) storie strazianti sui loro viaggi, per i quali pagano tra i 50 e i 150 dollari e durante i quali i passeggeri vengono pugnalati, picchiati e gettati in mare da trafficanti senza scrupoli. Il 9 ottobre i passeggeri di due barche, su tre che viaggiavano insieme, hanno riferito di essere stati intercettati dall’equipaggio di una imbarcazione della Marina americana che li avrebbe fermati per 20-30 minuti, scattando fotografie e distribuendo acqua potabile, successivamente confiscata dai trafficanti. Più tardi, nel corso della notte, un passeggero è stato picchiato perché aveva cercato di fumare, fatto che secondo i trafficanti li metteva a rischio di essere visti dalla Marina yemenita.

Questi passeggeri sarebbero approdati sani e salvi sulla costa, dove era presente la Marina yemenita, che ha perquisito i beni e le tasche dei somali e degli etiopi, alcuni dei quali hanno in seguito denunciato di essere stati derubati del loro denaro. L’episodio è stato riferito al comandante della sicurezza dell’area di Nusheima.

I passeggeri a bordo della terza imbarcazione hanno riferito all’UNHCR che nei pressi della costa l’equipaggio ha cominciato a picchiare i passeggeri costringendoli a calarsi in mare aperto e provocando la morte di 10 uomini etiopi. I loro corpi sono arrivati a riva e sono stati successivamente sepolti sulla costa, a Mayfa-Hajar.

I somali che arrivano con le imbarcazioni provengono per lo più da Mogadiscio, dalla regione di Banadir e dal distretto di Afgoi, nella regione della Bassa Shabelle. I cittadini somali hanno riferito all’UNHCR di essere fuggiti a causa dei continui scontri tra il Governo Federale di Transizione (TFG) e le forze di opposizione, dei conflitti tribali e della mancanza di lavoro. Altri hanno parlato di inondazioni, siccità e blocchi stradali, tutti fenomeni che rendono gli spostamenti molto difficili. I cittadini etiopi arrivano da diverse regioni e menzionano tra le ragioni della loro partenza per lo Yemen povertà, carestie, instabilità economica, mancanza di opportunità per l’istruzione e ragioni politiche.
Quest’anno hanno complessivamente attraversato in barca il Golfo di Aden 18.757 persone. Si stima che vi siano stati 404 morti, mentre 393 persone rimangono disperse.

http://www.unhcr.it

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