Giunta birmana? Ti finanzia la Cina…

(AGI) – Rangoon, 27 nov. – I diamanti “insanguinati” tornano a sovvenzionare il regime birmano. Si e’ conclusa lunedi’ con un ricavato di 150 milioni di dollari la grande vendita pubblica di preziosi organizzata a Rangoon dalla giunta militare per finanziare le casse dello stato. “Un vero e proprio successo”, secondo un portavoce della societa’ statale Myanmar Gem Enterprise (MgE), che ha curato la lunga asta durata 13 giorni, la prima dopo la violenta repressione delle proteste dei monaci. I lotti battuti all’incanto sono stati 3618. L’asta era stata rimandata due volte per il timore che i numerosi appelli al boicottaggio diminuissero significativamente il numero dei compratori. La stessa first lady Laura Bush era scesa in campo mobilitandosi, pochi giorni fa, contro la fiera delle gemme e plaudendo al rifiuto di Tiffany, Cartier e dei gioiellieri d’America di commercializzare le pietre che sostengono il regime. Secondo i dati della Mge, il ricavato raggiunto e’ circa la meta’ di quanto preventivato dalla giunta birmana, per la quale la vendita pubblica di preziosi e’ una delle entrate principali in un paese che produce circa il 90% dei rubini mondiali.
L’affluenza all’asta di Rangoon e’ stata comunque molto elevata, con quasi 2300 acquirenti stranieri, per lo piu’ dalla Cina, uno dei piu’ stretti alleati del Mayanmar. Nel paese del Sol Levante la giada birmana e’ un prodotto molto apprezzato e largamente utilizzato dall’industria dei souvenir, che sta lavorando a pieno ritmo in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008. Altro grande importatore e’ la Thailandia, dove le pietre vengono tagliate, pulite e smerciate sui mercati internazionali, aggirando di fatto il bando imposto dagli Usa alle importazioni dirette dalla Birmania.
La Myanmar Gems Enterprise ha dichiarato per il 2006 profitti per 300 milioni di dollari dal solo commercio dei rubini, con un incremento del 45% rispetto all’anno precedente.
Le pietre provengono soprattutto dalla “Valle dei Rubini”, a nord di Mandalay, una zona altamente militarizzata e dove l’accesso e’ consentito solo ai residenti. Lo sfruttamento dei minori e le condizioni igienico-sanitarie nelle miniere sono state piu’ volte denunciate dall’Onu. Dal 1992 le aste di preziosi avvengono solitamente due volte l’anno ma il regime ne ha recentemente incrementato la frequenza nel tentativo di rimpinguare le casse del disastrato bilancio pubblico. Nel 2006 le vendite all’incanto sono state quattro.

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One thought on “Giunta birmana? Ti finanzia la Cina…

  1. mirco 25 January, 2008 / 1:44 pm

    ciaooooooooooo

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