Kenya

Sulla gravissima situazione del Kenya è intervenuto nelle scorse ore il missionario comboniano Alex Zanotelli, profondo conoscitore del paese centro africano, e soprattutto esperto del suo tessuto sociale. Zanotelli, che ora svolge la sua attività a Napoli, nel suo intervento all’Agenzia missionaria Misna ha sottolineato: << La base degli scontri di questi giorni e’ soprattutto di carattere economico, altro che guerra civile>>.
Il missionario comboniano ha poi affermato: << la mia esperienza di molti anni di vita in Kenya, a Korogocho, mi fa escludere decisamente che si possa arrivare a scontri interreligiosi. L’intesa tra le differenti religioni, con l’eccezione di piccoli gruppi di integralisti, e’ stata sempre grande né gli islamici sono affatto coinvolti nelle vicende attuali.

Quindi da escludere un coinvolgimento nell’incendio della Chiesa pentecostale di Eldoret>>. Padre Zanotelli ha poi espresso il suo pensiero in relazione al presidente Kibaki e alla sua etnia: << I kikuyu, l’etnia del presidente Kibaki, ha una lunga storia di potere non solo politico, ma anche economico sin dai tempi di Kenyatta, poi continuata durante il regime di Moi, concluso dopo 24 anni nel 2002 con l’elezione di Mwai Kibak. Adesso i Luo, l’etnia di Raila Odinga, vogliono recuperare questo potere economico e certo non volevano lasciarsi sfuggire l’elezione del presidente, che ritenevano a portata di mano. Credo che questa sia stata la ragione della violenza divampata a seguito dello scrutinio elettorale.

Il problema è tipicamente interno e deve essere risolto internamente. La comunità internazionale potrebbe al massimo chiedere la ripetizione della consultazione elettorale>>. Zanotelli ha poi sottolineato: << questa è una mia riflessione, sulla base della mia esperienza decennale in Kenya, ed in relazione al fatto che Raila Odinga ha sempre giocato la carta del personalismo. Mi auguro solo che questo contesto non sfoci in un clima da guerra civile>>.

Padre Zanotelli ha poi concluso la sua riflessione esprimendo forti dubbi sull’atteggiamento della Comunità internazionale. << Non è chiarissimo l’atteggiamento degli Stati Uniti e della Gran Gretagna, in queste ore di crisi e precedentemente durante il periodo di campagna elettorale. E’ strano che Washington prima è corso a complimentarsi con il vincitore e il giorno dopo, sulla scia di Londra, che ha in Kenya ancora molti interessi 44 anni dopo la concessione dell’indipendenza, si è rimangiato i complimenti, è sembrato schierarsi con l’opposizione e poi poche ore fa, come esito finale, ha invocato a spirit of compromise. E’ difficile dire se e quante siano state le irregolarità nello scrutinio o nella trasmissione e registrazione di voti, ma fonti della Misna dicono da Nairobi che sia ragionevole ammettere possibili anomalie a favore di entrambi i candidati e che quindi le veementi prese di posizione di chiunque voglia vedere frode o brogli solo da una parte costituiscono a loro volta una frode>>.

megachip.info 

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