Appello

Il giornalista democratico afghano Sayed Parwez Kambaksh e’ stato condannato per blasfemia e rischia l’impiccagione per aver stampato e diffuso un articolo ripreso da un sito Internet, che mette in evidenza alcuni versi del Corano controversi riguardo ai diritti delle donne.

La Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) ha esortato ieri le autorita’ del Paese a rivedere la condanna a morte pronunciata contro Kambaksh, notando che “le pressioni per una punizione-avvertimento ai giornalisti, così come lo svolgimento di questo caso, in camera di consiglio, senza che Kamabaksh avesse una rappresentanza legale, portano al possibile abuso nel processo giudiziario”. La missione aggiunge che “Ciò non serve la causa della giustizia”.

La dichiarazione, rilasciata da un portavoce UNAMA, sottolinea che la Costituzione afghana impegna il Paese a sostenere i valori islamici e universali dei diritti umani, che sono chiaramente compatibili. La missione ha sollecitato una “corretta e completa revisione” del caso di Kamabaksh durante il processo d’appello. “I casi riguardanti la religione e la liberta’ di espressione si verificano in molti paesi, e richiedono attenzione e sensibilita’ nella gestione”, ha detto la missione ONU.

L’Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afghane (RAWA) e altre hanno chiesto una mobilitazione per questo caso. Secondo RAWA, “Parwiz Kambakhsh è in prigione non solo per i suoi illuminati articoli che scriveva per un giornale locale (“Jahan-e-Now” – The New World), ma anche per punire suo fratello Yaqub Ibrahimi, un reporter molto conosciuto, coraggioso e onesto che ha denunciato molti criminali della mafia jehadista afghana ai suoi lettori… Per provare la sua colpevolezza di fronte alla corte – sottolinea l’organizzazione – è stato usato il fatto che a casa sua è stato trovato il libro di Will Durant ‘Religione nella storia della civilizzazione'”.

“Il consiglio dei religiosi di Balkh, che non ha mai condannato gli atti criminali dei signori della guerra fondamentalisti nel nord dell’Afghanistan – afferma RAWA – ora emette una sentenza di condanna a morte per Parwiz Kambakhsh”, una condanna che “è un’enorme disfatta per il presidente Karzai e i suoi protettori occidentali”.

RAWA fa appello a tutti coloro, singole persone e organizzazioni, che credono nei diritti umani e nella democrazia, perché esprimano il loro dissenso nei confronti dell’ingiusta incarcerazione di Parwiz Kambakhsh e chiedano la sua immediata liberazione: “Solo il vostro deciso appoggio a istanze di giustizia e libertà puo’ fermare le azioni oscurantiste del governo afghano e dei suoi alleati; azioni che richiamano quelle operate dal brutale regime iraniano”.

Riportiamo gli indirizzi e-mail delle istituzioni a cui inviare le richieste di liberazione di Parwiz (in inglese o italiano)

Presidential Office:
president@afghanistangov.org

United Nations Assistance Mission in Afghanistan (UNAMA):
spokesman-unama@un.org

The Supreme Court of Afghanistan:
aquddus@supremecourt.gov.af

Ambasciata d’Italia in Afghanistan:
ambasciata.kabul@esteri.it

IN INGLESE:

Release Parwiz Kambakhsh

Parwiz Kambakhsh, a young afghan journalist, is imprisoned since
October 2007 in Balkh province - Northern Afghanistan. He is threatened
to be sentenced to death. The accusations are ridiculous and
injudicious. Mr. Kambakhsh is accused of printing/distributing an
article from the Internet, which points out controversial verses of the
Quran regarding women's rights. The book "Religion in the History of
Civilization" (by Will Durant) taken from his living room has been kept
as an evidence against him in the court!
In a country where for the last six years there are many claims
regarding "democracy", "human rights", and "freedom of press",
fundamentalists control the justice system and try every possible way
to mute anyone who criticizes or comments about the Northern Alliance
criminals.
Imprisonment of Parwiz Kambakhsh is not only for his enlightening
articles in a local newspaper, "Jahan-e-Now" (The New World), but also
because of his brother Yaqub Ibrahimi, who is a well-known, brave and
realistic reporter and exposed many criminal faces from Jehadi mafia in
Northern Afghanistan to the world public. We think that because
Ibrahimi could not be silenced, the judges want to pursue their agenda
by unlawfully imprisoning his brother in order to hush him.
The Religious Scholars Council of Balkh province who have never
condemned the criminal acts of the fundamentalist warlords in the
north, now issued a verdict for the execution of Parwiz Kambakhsh.
The detention of Mr. Kambakhsh is a demonstration that the Karzai
government and his Western patrons have decorated the notorious
criminals in pants and ties and brought them in power under the guise
of "democrats".
For those reasons we ask the immediate release of Parwiz Kambakhsh.

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