Il Buco nero catanese

Le casse del Comune di Catania, roccaforte del centrodestra, sono talmente messe male che qualcuno ha pensato di mettere all’asta su E-bay l’elefantino che troneggia in piazza Duomo e che è il simbolo della città. Le offerte arriveranno a bizzeffe, ma si spera che a nessuno venga in mente di provare a togliere ‘U Liotrù dal suo piedistallo. Anche se, di follie, a Catania in questi giorni se ne sentono parecchie. La più grave, manco a dirlo, arriva da Berlusconi.

Il legame tra il premier e la città siciliana, è da sempre privilegiato. Sindaco di Catania, infatti, dal 2000 fino al 2008, è Umberto Scapagnini, medico di fiducia del Cavaliere, quello che ne aveva ipotizzato l’immortalità. Ed è proprio Scapagnini, in questi lunghi anni, ad aver fatto un po’ come gli pareva con i bilanci comunali. Tanto che l’amministrazione, ora guidata dal pidiellino Raffaele Stancanelli, è sull’orlo del dissesto economico.

Giusto per capire la gravità della situazione, basti pensare che giovedì è stato rimosso Carmelo Reale, capo del personale del Comune. Nel 2006, questo manager delle risorse umane, aveva assegnato a 65 dirigenti pubblici dei premi produzione per un totale di due milioni e 168 mila euro. Occhio e croce, trentacinquemila euro a testa in un solo anno. Mentre Reale veniva rimosso, sempre giovedì, gli addetti alla nettezza urbana prendevano a uova in faccia il portone del Comune. Una guerriglia a colpi di monnezza. Tutti sono furibondi perché ad agosto non hanno visto una lira di stipendio.

Il sindaco Stancanelli, a capo della giunta da cinque mesi, non sa più che pesci pigliare. E ha pensato bene di rivolgersi al presidente del Consiglio. Berlusconi non ha saputo dire di no. Alla faccia del federalismo, della lotta ai fannulloni, dei lavoratori dell’Alitalia a cui non vuole più dare una lira, Berlusconi a Catania non ha potuto resistere. «Appena mezz’ora fa – racconta il sindaco Stancanelli – ho sentito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che mi ha garantito l’interessamento del Governo». A quanto fa sapere l’ufficio stampa del municipio, il premier si sarebbe reso disponibile a ripianare il buco da 450 milioni di euro.

L’Unità

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