A Roma aggredito operatore rom di Arci Solidarietà dalle forze dell’ordine.

Questa mattina nella comunità rom di Tor de Cenci, durante la
seconda giornata del censimento realizzato dalle forze dell’ordine
insieme al reparto dell’esercito della Folgore, si è verificato uno
spiacevole abuso da parte della polizia di stato.
Un operatore di Arci Solidarietà Onlus, Djuliano Adzovic, che lavora al progetto di scolarizzazione per minori e adolescenti rom in
Convenzione con il Comune di Roma, al momento del ritorno al campo, dopo aver accompagnato i minori della comunità a scuola, è stato
fermato all’ingresso del villaggio per il controllo dei documenti. Il sig. Adzovic è stato prima avvicinato da tre agenti di polizia e poi aggredito senza alcuna ragione; nonostante non abbia opposto resistenza all’aggressione è stato condotto all’interno di una
macchina della polizia dove è stato nuovamente percosso, come
riferiscono i nostri operatori.
A quel punto diversi abitanti del villaggio rom hanno sollecitato
l’intervento degli altri operatori di Arci Solidarietà , che dopo
aver intercettato il responsabile delle operazioni sono riusciti a
far liberare il sig. Adzovic.
Il nuovo censimento dei rom inizia quindi sotto il segno della
violazione dei diritti.
Quello conclusosi poche settimane fa, effettuato dalla Croce Rossa,
viene ora giudicato inutile. Sarebbe interessante sapere quanto è
costato, mentre ci si ostina a trattare tutta la vicenda rom in
chiave esclusivamente repressiva. Catalogare la questione rom come un
fatto di ordine pubblico, continuare ad amplificare ogni episodio di
illegalità dei singoli per farlo ricadere su tutta la comunità non
fa altro che aumentare il rancore dei cittadini italiani e
sperperare denaro pubblico che potrebbe essere usato per l’integrazione.
Si continua ad intervenire con logiche di emergenza che già in
passato hanno prodotto tanti danni e non si tiene minimamente conto
dell’esperienza delle numerose realtà associative che da anni
operano a fianco delle comunità rom e con le istituzioni.
Si ripropongono interventi come il nuovo censimento realizzato con
ingente spiegamento di forze dell’ordine e dell’esercito e con gravi
violazioni dei più elementari diritti civili e umani delle persone.
Questi censimenti nei campi riconosciuti dal Comune si sovrappongono
a quelli già in possesso degli uffici comunali e dei vigili. Una
vera azione di prevenzione e repressione delle attività illegali
meriterebbe interventi meno spettacolari e meno episodici, capaci di
combinare il rispetto della legge e dei diritti con il sostegno
sociale verso chi ha veramente bisogno.

Arci Solidarietà Onlus
Roma, 4 febbraio 2009

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