La libertà in Russia

Un tipografo di un giornale locale di opposizione della città russa di Khimki, vicina a Mosca, è stato ucciso ieri dopo un’aggressione di sconosciuti, secondo quanto ha riportato l’agenzia statale russa Interfax.

Invece, secondo quanto hanno confermato le autorità locali, l’uomo, Sergei Protazanov, è morto per intossicazione dopo aver ingerito pasticche non precisate. La dirigente di un movimento ecologista locale ha assicurato che anche altri collaboratori di giornali locali di opposizione sono stati minacciati. Tra loro c’è Mikhail Beketov, direttore del quotidiano ‘Khimkinskaia Pravda’, che è stato picchiato lo scorso novembre, e adesso si trova in ospedale. Beketov aveva scritto alcuni articoli critici sulla speculazione edilizia nella sua zona.
Inoltre, ieri sera è stato aggredito a Mosca Lev Ponomaryov, leader del movimento ‘Per i diritti umani della Russia’.  Secondo quanto ha riferito la famiglia, le condizioni di Ponomaryov non sono gravi. Diverse Ong hanno condannato l’aggressione. Tra loro, il direttore dell’Ong Sova (la più grande organizzazione contro i crimini a sfondo razziale), Aleksandr Verkhvski, ha dichiarato che “l’aggressione potrebbe essere legata alla sua attività professionale”. Infatti, Ponomaryov è sempre stato molto critico col potere e in passato aveva collaborato con l’avvocato difensore delle cause cecene, Stanislav Markelov, ucciso a Mosca nei mesi scorsi insieme alla giornalista Anastasia Baburova.

peacereporter.it

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