STRAGE ERITREI; UNHCR, COME ‘VUOTI A PERDERE’

PALERMO, 20 AGO 2009 – «Dalle prime testimonianze dei cinque sopravvissuti soccorsi a Lampedusa, sembrerebbe che si tratti di una tragedia del mare che ha coinvolto 80 persone – la maggior parte eritrei – a bordo di un gommone partito dalla Libia a fine luglio». Lo afferma in una nota Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. «È allarmante – osserva l’esponente dell’Unhcr – che per oltre 20 giorni queste persone abbiano vagato nel Mediterraneo senza che nessuna imbarcazione le abbia soccorse. Un triste primato che preoccupa enormemente. Come se stesse prevalendo la paura di aiutare sul dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare. Come se fosse passato il messaggio che chi arriva via mare sia una sorta di ‘vuoto a perderè». Boldrini ricorda che gli eritrei che arrivano in Italia via mare «sono richiedenti asilo, persone in pericolo che cercano protezione a e a cui l’Italia riconosce questo bisogno e questo diritto». L’Unhcr, che nel 2007 ha indetto il premio Per mare, proprio per incoraggiare il soccorso, «rivolge un appello a chi opera nel Mediterraneo affinchè prevalgano – conclude Boldrini – la legge del mare e il rispetto della vita umana come è stato fatto con generosità e dedizione in questi anni». (ANSA)

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Articolo Repubblica

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