Sbilanciamoci

Diciotto mesi di bluff. La social card, la Robin Hood Tax, il bonus- famiglie: provvedimenti di facciata, che non hanno saputo rispondere nemmeno in minima parte ai bisogni di un’Italia in crisi. Il prossimo 5 settembre, i bluff del governo, la campagna di Sbilanciamoci! ha deciso di svelarli. Lo farà a poche centinaia di metri da Villa D’Este, a Cernobbio, dove negli stessi giorni aprirà i battenti il tradizionale workshop degli economisti organizzato dallo Studio Ambrosetti.

Edizione speciale, questa del 2009, per il Forum per un’economia diversa che compie sette anni: una sola giornata di lavori, anziché quattro, come ci avevano abituato dal 2001. D’altronde siamo in crisi, e quelli di Sbilanciamoci! lo sanno bene. L’idea di tirare la cinghia, invece, ai “nemici” di Cernobbio non li sfiora nemmeno: 1950 euro è la misera quota di partecipazione che ogni forumista verserà per ascoltare il verbo dei big della finanza: «A causa dei limiti rigidi di capienza della sala riunione – si rammaricano da Ambrosetti – dobbiamo affrontare il grave disagio di non poter accettare un numero progressivamente crescente di richieste di partecipazione, che generano ogni anno una lista d’attesa. Anche per questo l’invito al Forum è “strettamente riservato” ai destinatari, Presidenti e Amministratori Delegati dei principali gruppi internazionali e nazionali».

Gli operai, i pensionati, i precari, e tutti quelli che del futuro dell’economia hanno più fretta di sapere, restano fuori. Per loro c’è posto più in là, sul palco della Contro-Cernobbio. È lì che parleranno dell’Italia come non l’avete mai vista: quelli di Sbilanciamoci!, per farcela vedere, hanno pensato bene di disegnarla, con tutte le sue disparità, i suoi paradossi, le sue malformazioni. E con i suoi bluff.

«I dati sono noti – ricorda il portavoce della campagna, Giulio Marcon – Il Fondo nazionale per le politiche sociali è stato ridotto di 2/3, il Fondo nazionale per la non autosufficienza è stato cancellato; lo stesso è successo a quello per la inclusione degli immigrati. Nello stesso tempo sono stati ancora una volta tagliati i fondi ai comuni (e gli è stata tolta l’Ici, solo in parte compensata da altre entrate) che sono i principali erogatori e realizzatori dei servizi sociali sul territorio». «Tra demagogia e marketing – conclude Marcon – il governo sta cambiando la natura del nostro welfare, trasformandolo in quel sistema compassionevole dove al centro c’è il”povero” e non il cittadino, gli “aiuti” e non i diritti. E’ una deriva preoccupante, cui opporsi con decisione».

A Cernobbio Sbilanciamoci! porterà le sue 15 mosse per uscire dalla crisi, un dettagliato piano da 40 miliardi che entro il 2011 potrebbe rilanciare l’economia italiana: i conti tornano, basterebbe investire sulla riconversione ecologica dell’economia, sulla qualità sociale e collettiva dei consumi, sul ruolo positivo dell’intervento pubblico, sui diritti e la dignità del lavoro. Chissà che sabato, a qualcuno dei “big”, non venga voglia di andare a prendere appunti.

Paola Zanca, Unita.it

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s