“La criminalità degli immigrati: dati, interpretazioni e pregiudizi”

Nonostante condizioni sociali e normative sfavorevoli, il “tasso di criminalità” degli immigrati regolari nel nostro Paese è solo leggermente più alto di quello degli italiani (tra l’1,23% e l’1,40%, contro lo 0,75%) e, se si tiene conto della differenza di età, questo tasso è uguale a quello degli italiani. A influire al riguardo, infatti, sono le fasce di età più giovani, mentre è addirittura inferiore tra le persone oltre i 40 anni.

Non esiste alcuna corrispondenza tra l’aumento degli immigrati regolari e l’aumento dei reati in Italia: tra il 2001 e il 2005, mentre essi sono cresciuti di più del 100%, le denunce nei loro confronti hanno conosciuto un aumento del 45,9%.

Sono alcune delle principali conclusioni della ricerca “La criminalità degli immigrati: dati, interpretazioni e pregiudizi”. Il testo, parzialmente anticipato nel prossimo “Dossier Statistico Immigrazione” (presentazione: 28 ottobre 2009), sarà pubblicato integralmente nella prossima edizione della “Guida per l’informazione sociale 2010” (pubblicazione biennale), che Redattore Sociale presenterà a fine novembre.

Nel comunicato/scheda (pdf) gli elementi chiave della ricerca.

Una ricerca promossa dal Dossier Immigrazione Caritas – Migrantes
e dall’Agenzia Redattore Sociale, presentata a Roma martedì 6 ottobre 2009

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