E’ il capitalismo, bellezza?

ROMA (Reuters) – Sono più di un miliardo nel 2009 le persone che soffrono la fame a causa della recessione globale e della crisi alimentare. Lo hanno reso noto oggi la Fao e il World Food Programme, confermando le previsioni pessimistiche già diffuse.

Secondo le due agenzie Onu, i denutriti sono 1,02 miliardi, 100 milioni più che nel 2008. Si tratta del livello più alto da 40 anni.

“E’ intollerabile che aumentino gli affamati”, ha detto il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, alla presentazione del rapporto annuale sulla fame nel mondo. “Abbiamo i mezzi economici e tecnici per debellare la fame, quello che manca è una forte volontà politica di sconfiggerla per sempre”.

L’aumento degli affamati non dipende dalla scarsità dei raccolti, ma è dovuto agli alti prezzi dei generi alimentari, soprattutto nei paesi emergenti, agli stipendi più bassi e alla perdita di posti di lavoro.

Anche prima che arrivassero la recessione e la crisi alimentare, il numero dei denutriti è cresciuto costantemente per un decennio, cancellando i progressi fatti negli anni 80 e nei primi anni 90.

I Paesi del G8 a luglio hanno promesso di investire 20 miliardi di dollari in tre anni per aiutare i Paesi poveri a produrre generi alimentari sufficienti a sfamare la popolazione, segno di una rinnovata attenzione nei confronti dello sviluppo sul lungo termine del settore agricolo.

L’Italia e la povertà

Emergenza povertà in Italia per 15 milioni di persone. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto della Caritas, condotto insieme alla Fondazione Zancan. Non solo quindi i 7 milioni e mezzo di persone che sono ufficialmente al di sotto della soglia di povertà, ma anche tutti coloro che si collocano poco sopra e che sono da considerarsi “ad alto rischio”.

“L’Italia non è il posto dell’uguaglianza e nemmeno quello dell’opportunità. ” A dirlo è Monsignor Nozza, direttore della Caritas, che insieme a Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Zancan, ha presentato il rapporto.

Il 13 percento della popolazione è povero e vive con meno di 5-600 euro al mese:  famiglie per lo più composte da anziani soli, ma anche con tre o più figli da mantenere. Il 48,9 di queste famiglie vive al sud. Porre un argine a questa discrepanza significa ripensare il sistema di protezione sociale: in Italia le misure contro la povertà sono le meno efficaci in Europa. In alcuni Paesi come Svezia, Danimarca, Olanda, Germania e Irlanda gli interventi dello stato riescono a ridurre del 50 percento il rischio povertà, mentre da noi raggiungono un poco invidiabile 4 percento.
Nel 2007 lo Stato ha erogato 66.878 milioni di euro per la spesa sociale, di questi solo l’1,9 percento è andato per l’assistenza sociale, contro il 66,3 per le pensioni, il 15,8 per la previdenza e il 15, 6 per la sanità. Il rapporto suggerisce quindi di riorientare e riqualificare le risorse. “Lotta alla povertà, promozione del mezzogiorno, garanzia dei livelli essenziali dei servizi e delle prestazioni sociali in tutta Italia, tutela della non autosufficienza, integrazione degli immigrati, accesso all’abitazione sono le priorità che devono impegnare Parlamento e governo per ridurre la vulnerabilità nel Paese” – ha concluso il direttore della Caritas.
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Giornata mondiale dell’alimentazione

Per la giornata di oggi la FAO ha indetto, nel 59° anniversario della sua nascita, la Giornata mondiale dell’alimentazione che ha quest’anno come tema “il diritto all’alimentazione”.
Il diritto inalienabile di ogni essere umano ad avere accesso regolare ad una quantità di cibo sufficiente, adeguata dal punto di vista nutrizionale e culturalmente accettabile, per condurre una vita attiva e salutare questo è ciò che si definisce come diritto all’alimentazione.
Lo sforzo culturale che deve compiere l’occidente è quello di cessare di porre uno sguardo caritatevole nei confronti delle 854 milioni di persone malnutrite presenti al mondo e capire invece quali sono le cause, e cercare di porvi rimedio, dell’attuale negazione di questo diritto per queste persone.Riconoscere il diritto a nutrirsi da sè con dignità piuttosto che quello di essere nutriti.

Nel 2004 i paesi membri della FAO hanno adottato delle linee guida per il diritto al cibo. Queste direttive volontarie sono uno strumento pratico per assistere i paesi nei loro sforzi per eliminare la fame. Sono un insieme coerente di raccomandazioni riguardanti il lavoro, la terra, l’acqua, le risorse genetiche, le reti di sicurezza sociale, la scolarizzazione ed intendono incoraggiare lo stanziamento di risorse di bilancio a favore di programmi antifame e povertà, come per esempio quelli avviati in Brasile e Mozambico.

L’organizzazione umanitaria “Medici senza frontiere” mantiene però alto l’allarme fame dichiarando che gli oltre 20 milioni di bambini sotto i 3 anni malnutriti(stima dell’OMS) rappresentano una vera e propria emergenza medica e necessitano pertanto interventi di urgenza. Se le strategie adottate a livello nazionale e internazionale per combattere la malnutrizione sono importanti e lungimiranti non tengono però conto che milioni di bambini sono sottonutriti adesso e non possono aspettare che i programmi siano portati a termine per manifestare tutta la loro efficacia. Programmi che prevedono la distribuzione di farine arricchite sono fallaci poichè queste farine sono insufficienti nell’apportare sostanze nutritive essenziali.

Medici senza frontiere consiglia e auspica la distribuzione dei RUTF (ready to use therapeutic food),una nuova generazione di alimenti terapeutici altamente nutritivi che si è visto essere in grado di estendere notevolmente la capacità di combattere la malnutrizione nei bambini piccoli. MSF è stato in grado finora di raggiungere con i RUTF solo il 3% dei bambini bisognosi e per questo chiede ai ministri della salute e alle organizzazioni competenti di adoperarsi in modo da rifornire il restante 97% con questo trattamento salvavita.

Intanto oggi a Roma presso la sede della FAO la cerimonia ufficiale in qui interverranno tra gli altri il Presidente della Repubblica tedesca, Horst Köhler, quello della Tanzania, Jakaya Mrisho Kikwete, il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, ed il Ministro Italiano delle Politiche Agricole, Paolo De Castro, ma incontri,tavole rotonde concerti e manifestazioni sportive si svolgeranno in tutta Italia e in oltre 150 paesi, sia per raccogliere fondi sia per sensibilizzare su questo problema che necessita, per essere risolto efficacemente interventi nell’immediato e una road map per un futuro libero dalla fame.

Massimiliano Puglisi

voceditalia.it