New York, 30 agosto 1958 – Mosca, 7 ottobre 2006

“Vivere così è orribile. Vorrei un po’ più di comprensione, ma la cosa più importante è continuare a raccontare quello che vedo”. Anna Politkovskaja spiega il mestiere di giornalista.

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Cecenia, uccisa giornalista che indagava sulla violazione dei diritti umani

L’attivista russa per i diritti umani Natalia Estimirova, rapita questa mattina a Grozny, in Cecenia, è stata trovata morta in Inguscezia. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Itar-Tass. La Estimirova era stata catturata mentre usciva dalla sua abitazione nella capitale cecena alle 8,30 di questa mattina.

Articolo su Repubblica.it

Articolo su Peacereporter.net

La libertà in Russia

Un tipografo di un giornale locale di opposizione della città russa di Khimki, vicina a Mosca, è stato ucciso ieri dopo un’aggressione di sconosciuti, secondo quanto ha riportato l’agenzia statale russa Interfax.

Invece, secondo quanto hanno confermato le autorità locali, l’uomo, Sergei Protazanov, è morto per intossicazione dopo aver ingerito pasticche non precisate. La dirigente di un movimento ecologista locale ha assicurato che anche altri collaboratori di giornali locali di opposizione sono stati minacciati. Tra loro c’è Mikhail Beketov, direttore del quotidiano ‘Khimkinskaia Pravda’, che è stato picchiato lo scorso novembre, e adesso si trova in ospedale. Beketov aveva scritto alcuni articoli critici sulla speculazione edilizia nella sua zona.
Inoltre, ieri sera è stato aggredito a Mosca Lev Ponomaryov, leader del movimento ‘Per i diritti umani della Russia’.  Secondo quanto ha riferito la famiglia, le condizioni di Ponomaryov non sono gravi. Diverse Ong hanno condannato l’aggressione. Tra loro, il direttore dell’Ong Sova (la più grande organizzazione contro i crimini a sfondo razziale), Aleksandr Verkhvski, ha dichiarato che “l’aggressione potrebbe essere legata alla sua attività professionale”. Infatti, Ponomaryov è sempre stato molto critico col potere e in passato aveva collaborato con l’avvocato difensore delle cause cecene, Stanislav Markelov, ucciso a Mosca nei mesi scorsi insieme alla giornalista Anastasia Baburova.

peacereporter.it

Corsa al riarmo

MOSCA (Reuters) – La Duma oggi ha votato all’unanimità la sospensione di un importante trattato che limita il dispiegamento di forze armate convenzionali in Europa.

La legge approvata dalla Duma consente alla Russia di non aderire più al Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa (Cfe). La decisione avrà effetto dal 12 dicembre, dopo l’approvazione definitiva da parte della Camera alta del Parlamento e del presidente Vladimir Putin.

Secondo il generale maggiore russo Yuri Baluyevsky, il trattato penalizzava ingiustamente la Russia, a cui era impedito di espandersi verso Ovest, perchè permetteva invece alla Nato di muoversi verso est praticamente senza limiti. Il generale ha aggiunto che la Russia non ha immediata intenzione di dispiegare più forze a ovest e sul Caucaso, ma si riserva comunque il diritto di farlo.

Gli Stati Uniti, l’Europa e la Nato avevano chiesto alla Russia di non sospendere il trattato che garantisce la stabilità nell’Europa post Guerra Fredda, ma Mosca è stata inamovibile nella decisione della sospensione a meno di grossi cambiamenti apportati al trattato dalla Nato.

La Nato non ha rilasciato dichiarazioni ma un suo ufficiale ha commentato, sotto garanzia di anonimato, che “(La Nato) non vuole sospensioni del trattato e le consultazioni tra le parti continuano”.